martedì 12 luglio 2011

Haut und Sonne

Haut und Sonne

Hautveränderungen, die durch das Sonnenlicht hervorgerufen werden, sind vielen als "Sonnenallergie" bekannt. Aber der Begriff ist falsch: unterschiedliche Krankheitsbilder können sich hinter diesen Hautreaktionen verbergen (polymorphe Lichtdermatose, photoallergische und phototoxische Hautreaktionen und Lichturtikaria).
Dabei handelt es sich nicht um echte Allergien.

Sonnenlicht

Reaktionen der Haut werden meist durch das unsichtbare Licht der Sonne, die UV-C- (40 bis 280 Nanometer), UV-B- (280 bis 320 Nanometer) und UV-A- (320 bis 400 Nanometer) Strahlung ausgelöst. Die UV-C-Strahlung wird in der Atmosphäre absorbiert, sie erreicht daher die Erdoberfläche nicht.
UV-B-Strahlung provoziert an der Haut sowohl den Sonnenbrand als auch die Sonnenbräune, die sich bis 72 Stunden nach Sonneneinstrahlung entwickelt. UV-A-Strahlung in sehr hohen Dosen löst ebenfalls einen Sonnenbrand sowie eine Sonnenbräune, die sofort nach dem Sonnenbad sichtbar wird, aus. Im Gegensatz zu UV-B-Strahlung durchdringt UV-A-Strahlung auch Fensterglas. Durch UV-A-Strahlung ausgelöste Veränderungen an der Haut können also beispielsweise auch bei Sonneneinwirkung im Auto ausgelöst werden. Weitere Informationen zu UV-Strahlung finden Sie hier.

Sonnenbrand

Die bekannteste und häufigste Folge einer zu hohen UV-Exposition ist der Sonnenbrand. Die Bildung eines Sonnenbrandes bzw. der Sonnenbräune hängt von dem jeweiligen Hauttyp ab. So entwickeln Personen heller Hautfarbe mit blauen Augen und rot-blondem und blondem Haar sowie Sommersprossen (Hauttyp I und II) nie oder nur gelegentlich, andere hingegen häufig (Hauttyp III) bzw. immer (Hauttyp IV) eine Sonnenbräunung. Erst durch wiederholte Sonnenbestrahlungen entwickelt sich eine sogenannte Lichtschwiele infolge Verdickung und Vermehrung des braunen Farbstoffes der Haut (Melanin), die einen wirksamen Schutz gegen UV-Strahlung bietet.

Chronischer Lichtschaden

Neben den schon nach Stunden sichtbaren Veränderungen durch das Licht an der Haut werden auch Schäden verursacht, die erst nach Jahren sichtbar werden. Dies sind Falten und Runzeln, fleckige Pigmentierungen und erweiterte Äderchen der obersten Hautschichten (Teleangiektasien). Neben diesen kosmetischen Problemen kann es aber auch zur Entwicklung von bösartigen Hautveränderungen kommen. Insbesondere Personen, die in der Kindheit viele Sonnenbrände hatten, haben ein erhöhtes Risiko, ein bösartiges Melanom (schwarzer Hautkrebs) zu entwickeln.

Polymorphe Lichtdermatose

Dies ist die häufigste durch Sonneneinstrahlung ausgelöste Hauterkrankung. Patienten mit heller Haut, hellem Haar und hellen Augen (Hauttyp I und II) sind am häufigsten betroffen. Mehrere Stunden bis einige Tage nach dem Sonnenbad entwickeln sich an den Hautstellen, die der Sonne ausgesetzt waren, Hautveränderungen, die von Patient zu Patient variieren können, bei ein und demselben Patienten aber immer ähnlich auftreten.
Wie der Name schon sagt, können diese Hautveränderungen polymorph, d. h. vielgestaltig, sein. Gemeinsam ist ihnen, dass sie meist erhaben, gerötet und juckend sind. Unter Meidung der Sonne kommt es zur spontanen Rückbildung, im Laufe der Sommersaison kann eine Sonnengewöhnung beobachtet werden, so dass die Reaktionen schwächer oder gar nicht mehr auftreten.

Photoallergische und phototoxische Hautreaktionen

Überwiegend körperfremde Stoffe, wie sie in Cremes, Tabletten etc. enthalten sind, können durch Sonnenlicht, meist durch UV-A-Strahlung, aktiviert werden und so gerötete, zum Teil bläschenartige Hautreaktionen hervorrufen. Diese Stoffe sind im Bereich der Natur in vielen Früchten und Pflanzen enthalten, im Sommer sollte daher die Anwendung duftender Kosmetik, duftender Seifen und Toilettenartikel vermieden werden. Aber auch einige Medikamente können ähnliche Hautveränderungen hervorrufen. Dazu zählen einige Antibiotika, Medikamente zur Behandlung von Pilzerkrankungen, Wassertabletten, Abführmittel, Süßstoff, Medikamente zur Schwangerschaftsverhütung, Medikamente zur Behandlung neurologischer bzw. psychiatrischer Erkrankungen usw. Ob die von Ihnen eingenommenen Medikamente im einzelnen durch Sonneneinstrahlung unerwünschte Nebenwirkungen an der Haut verursachen können, besprechen Sie bitte mit Ihrem behandelnden Hausarzt.

Lichturtikaria

Sehr selten kann es lichtbedingt auch zu Quaddeln an der Haut kommen, begleitend wurde in seltenen Fällen auch eine Mitreaktion des Kreislaufs beobachtet.

Ratschläge

  • Grundsätzlich bieten geeignete Textilien den einfachsten Sonnenschutz, unbedeckte Stellen sollten eingecremt werden.
  • Vor einem Sonnenbad sollte die Haut durch Cremes, Lotionen oder Gels mit einem dem Hauttyp angepassten ausreichend hohem Lichtschutzfaktor geschützt werden. Manche Produkte entfalten erst nach ca. 20 Minuten ihre volle Wirkung, sie sollten daher rechtzeitig aufgetragen werden. Neuere Produkte auf der Basis von mikrofeinem Titandioxid oder Zinkoxid sind dagegen sofort wirksam. Achten Sie beim Badeurlaub darauf, dass der Sonnenschutz wasserfest ist.
  • Direkte Sonneneinwirkung sollte eher gemieden werden, insbesondere in der Mittagszeit, im Hochgebirge und an der See, wo die Sonneneinstrahlung besonders intensiv ist.
  • Auch ein Aufenthalt im Schatten bräunt. Je nach Bräunungsgrad der Haut kann ein Sonnenschutzmittel mit niedrigerem Filter gewählt werden.
  • Um eine Reizung der Bindehaut des Auges durch die Sonne zu meiden, sollte eine Sonnenbrille getragen werden.
  • Kopfbedeckungen schützen vor dem "Sonnenstich".

http://www.unserehaut.de/

Proteggersi dal caldo estivo. Ecco la guida per evitare i pericoli

on l’arrivo dell’estate il caldo fa la sua comparsa in modo intenso e soprattutto nelle città arriva quell’afa soffocante che ci lascia senza respiro ed è dunque importante sapere come combatterla per evitare complicazioni fisiche.Durante l’estate il colpo di calore è sempre in agguato, che ci si trovi nelle città colpite dall’afa o in riva al mare a prendere il sole.
E l’insolazione è una patologia molto grave che in casi particolari può condurre persino alla morte.
Pur esistendo soggetti più a rischio all’afa e al caldo torrido estivo nessuno ne è esente e se non si adottano alcuni comportamenti per combatterlo anche le persone sane possono incorrere in problemi più o meno gravi.
I consigli per combattere il caldo riguardano dunque tutti indistintamente ed anche se ci si sente giovani e forti bisogna sempre ricordare che le alte temperature mettono a dura prova il fisico di chiunque.
Ogni anno i medici avvertono dei pericoli legati al grande caldo ma molto spesso vengono sottovalutati dalla popolazione. Sulle spiagge, ad esempio, i comportamenti sono dei più vari, creme protettive utilizzate male e poco o esposizioni prolungate anche in orari fortemente a rischio.
Purtroppo esistono luoghi comuni che sarebbe giusto sfatare e fra tutti quello dell‘abbronzatura selvaggia.
Per assumere un colorito gradevole non serve infatti “arrostire” sotto i raggi del sole. Il sole delle ore più calde (12/16) non abbronza di più ma fa solo più male.
Invece spesso, per ignoranza, si vedono persone che si ostinano a bruciarsi la pelle in quegli orari pensando di diventare più scuri! Questo pensiero è falso così come è falsa l’altra leggenda che più si sta al sole più si diventa neri!
Il nostro corpo ha una percentuale di melanina che viene portata in superficie come difesa all’insulto dei raggi solari ma una volta esaurita quella percentuale la pelle non si scurisce più e l’unico risultato di prolungare l’esposizione è quello di provocarsi ustioni che a lungo andare possono condurre al cancro della pelle come il temibile melanoma.
Anche l’utilizzo di cappelli a protezione della testa è spesso trascurato. Il surriscaldamento del cranio può portare ad improvvisi colpi di calore pericolosissimi per la salute. Ed a proposito di ciò va ricordato che l’ombrellone non rappresenta un riparo efficace dai raggi solari.
Sotto l’ombrellone si ha la sensazione di refrigerio, ma solo quella, perchè i raggi UVA e UVB passano lo stesso!
Nelle città invece il problema è diverso. E’ l’afa soffocante ad aumentare la temperatura corporea e chi ne fa maggiormente le spese sono gli anziani che spesso vengono lasciati al loro destino.
L’aumento della temperatura corporea provoca disidratazione pericolosa per il normale funzionamento del corpo quindi tutti coloro che sono costretti a lavorare sotto il sole estivo devono assolutamente mantenere il giusto livello di idratazione bevendo costantemente anche se non avvertono lo stimolo della sete.
Anche i bambini sono a rischio in quanto, meno degli adulti, avvertono il caldo soprattutto mentre giocano. E’ dunque compito dei genitori “ricordargli” di bere e di coprirsi adeguatamente.
Ricordare anche che i forti sbalzi di temperatura, dovuti all’aria condizionata, sono altrettanto pericolosi e possono provocare fastidiosissime bronchiti estive con febbre alta.
E’ doveroso ricordare il pericolo delle automobili arroventate dal sole che in pochissimo tempo possono uccidere chi vi sta dentro.
I recenti casi di bimbi e animali “dimenticati” sotto il sole cocente devono essere monito perchè ciò non accada mai più.
Ecco infine l’elenco delle persone più a rischio ed i comportamenti da adottare per difendersi durante il periodo di caldo estivo.
- Bere spesso acqua o altri fluidi, senza aspettare fino a quando si ha sete, a meno che non vi siano controindicazioni mediche.
- Evitare le bevande alcoliche, zucchero, caffè e tè.
- Abbassare la temperatura corporea rinfrescandosi con un bagno o semplicemente bagnando il capo, la fronte, i polsi e le caviglie.
- Fare frequenti spuntini a base di insalate, frutta, verdura e succhi di frutta che aiutano a sostituire i sali persi con la sudorazione.
- Se si sta all’esterno proteggersi dal sole stando all’ombra, coprire la testa, usare vestiti leggeri e traspiranti e scarpe aperte, confortevoli e fresche.
- Prendere cura della pelle utilizzando creme solari (anche in città) e indossare occhiali con filtri UV appropriati.
- Ridurre l’attività fisica intensa all’aperto nelle ore più calde.
- In casa abbassare le tapparelle quando il sole colpisce direttamente le finestre e non aprirle quando la temperatura esterna è molto alta.
- Rinfrescare l’aria con ventilatori e sistemi ad aria condizionata facendo sempre un uso razionale degli stessi.
- Evitare gli sbalzi improvvisi di temperatura entrando ed uscendo da locali fortemente raffreddati cercando quando possibile di far adattare la temperatura corporea
Persone che necessitano di particolare attenzione al caldo
- Bambini sotto i 4 anni.
Fargli bere molti liquidi e vestirli con abiti chiari e leggeri. Non lasciare mai ad esposizioni prolungate al sole.
- Anziani.
Specialmente quelli che vivono da soli possono avere difficoltà nell’adozione di misure di protezione e quindi dovrebbero essere visitati almeno una volta al giorno da un familiare, un amico o vicino di casa e, se necessario, richiedere l’assistenza dei servizi sociali.
- Persone con malattie croniche o che assumono farmaci.
E’ consigliabile non adottare forme di automedicazione ma consultare il medico curante circa le misure da adottare di caso in caso.
- Persone che svolgono attività fisica all’esterno, per lavoro o sport.
Andrebbe ridotta l’intensità delle attività nelle ore più calde, bere frequentemente ed utilizzare la protezione solare.http://www.tantasalute.it/articolo/anche-gli-alimenti-devono-essere-protetti-dal-caldo/31871/

ripararsi dal sole

Proteggersi dal sole e proteggersi dai solari, proviamo ad orientarci 

Quello del sole è un tema delicato. Riguarda la salute in primis, ma anche le abitudini, le possibilità ed il modo di vivere il tempo estivo con i nostri figli.
Vi propongo per condividerle le mie riflessioni e l’esito delle mie ricerche di mamma (e non addetto ai lavori!!), in una materia che definire complessa è poco, in cui le ricerche scientifiche divergono ed in cui non esiste una soluzione perfetta, ma solo un possibile equilibrio, molto personale.
Quello che ci sentiamo sempre più ripetere è che il sole fa male. Fa male nell’immediato perchè in eccesso può causare scottature e infiammazioni, fa male a lungo termine perché innesca processi di invecchiamento e può procurare danni anche più gravi.
D’altra parte il sole fa anche bene. Non solo al tono dell’umore ed alla gioia di vivere, ma anche alla sintesi della preziosa vitamina D, utile per l’assorbimento del calcio.
Venire a capo di questa contraddizione è il difficile, e ci si può far guidare dalla consapevolezza che è il troppo ad essere un problema, sia per un verso che per l’altro. Ovviamente per un fototipo chiarissimo o per un neonato il troppo è diverso che per un fototipo nero o un bimbetto in età scolare.
Un’altra informazione da cui siamo piuttosto bombardati è che proteggersi sempre con creme solari è indispensabile, privo di controindicazioni e che ciò che le distingue l’una dall’altra è solo un numeretto, la texture e la confezione accattivante.
In realtà ci sono distinzioni più importanti da fare.
La prima è sul tipo di protezione offerta. Attualmente la normativa, a cui i prodotti in commercio sono in via di adeguamento, ne richiede una valutazione di massima: alta, altissima, media .. ed obbliga a segnalare con un apposito bollino il raggiungimento della protezione agli UVA considerata adeguata (per legge deve essere almeno 1/3 di quella UVB). Quindi cercate sempre il bollino sulla confezione perché difendersi da questa banda di raggi è importante e non tutte le creme lo garantiscono!
La seconda è tra filtri chimici e filtri fisici.
I chimici funzionano “assorbendo” le radiazioni. Quelli in uso sono moltissimi ed hanno denominazioni Inci (elenco ingredienti) piuttosto complicate, per cui sarebbe impossibile elencarli qui. (Tra le fonti c’è un link ad un elenco completo dei filtri con le relative denominazioni, che vi invito a consultare).
Segnalo però che non sono tutti uguali, e non tutti hanno la stessa sicurezza. Ad esempio, alcuni non sono fotostabili, e sono ancora in commercio malgrado sia ormai chiaro che una volta degradati sono dannosi per la pelle. Alcuni sono accusati di avere attività estrogeno-simile, che sarebbe da evitare soprattutto sui bambini. Inoltre è abbastanza alto il rischio che provochino allergie, ma soprattutto esistono studi che ne hanno ritrovati nel latte materno, appurando così che penetrano davvero profondamente nel corpo e vi rimangono anche a lungo.
I benefici dei filtri chimici sono il fatto che offrono protezioni molto alte più facilmente di quelli fisici e che mediamente danno prodotti più facili da applicare.
I filtri fisici sono Ossido di Zinco (Zinc Oxide) e Diossido di Titanio (Titanium dioxide) e funzionano “riflettendo” la radiazione. Generalmente la protezione più completa si ha quando sono presenti entrambi. Sono gli unici filtri usati nelle creme ecologiche certificate, ma anche loro presentano delle criticità.
La più importante è che, se sono in forma di nanoparticelle e non ricoperti, penetrano anch’essi nell’organismo. Questo è un dato che non si evince dall’Inci e che non sempre viene dichiarato in etichetta (a volte sì, se leggete micronizzato, allora siete a posto!), quindi, nel dubbio, sarebbe bene fare richiesta esplicita alla ditta produttrice. Si può anche osservare la crema una volta spalmata e rassicurarsi che, se lascia una spessa patina bianca, quasi certamente la granulometria del filtro è elevata.
La difficile stesura e l’effetto biancastro sulla pelle sono infatti caratteristiche di questi solari mine”rali non nano”, non sempre molto gradite, soprattutto dalle mamme che devono inseguire e placcare ragazzini scatenati sul bagnasciuga. Inoltre vanno riapplicati molto spesso.
L’altra criticità dei filtri fisici è la possibile produzione di radicali liberi, che può essere tamponata dalla presenza di antiossidanti come vitamina E, gamma orizanolo, estratto di carota …
Insomma, il solare perfetto, per ora, non c’è.
La scelta va fatta valutando quanto tempo si pensa di passare e di far passare ai bimbi sotto il sole (naturalmente non le ore centrali), evitando formule iperprotettive se si ha la possibilità di esporsi poco e spesso, nelle ore più dolci, e valutando la disponibilità ad usare prodotti un po’ meno comodi come texture e meno “fashion” (l’effetto fantasmino è sempre un po’ in agguato..), ma meno aggressive, per l’uomo, ed anche per l’ambiente marino, in cui i filtri chimici ed i loro eccipienti – di solito parecchio inquinanti – si riversano direttamente ogni qualvolta un bagnante entra nell’acqua, tanto da essere stati ritrovati in crostacei ed altri animali acquatici.
Bisogna anche tenere conto dello stile di vita: se i bambini passano molto tempo all’aria aperta durante tutto l’anno, avranno meno bisogno di accumulare vitamina D nella bella stagione, ed al contempo saranno meno ipersensibili all’esposizione al sole. Quindi li si potrà portare al sole il mattino presto ed il pomeriggio tardo ed avranno bisogno di pochi prodotti.
Inoltre una dieta ricca di frutta e verdura di stagione garantisce un buon apporto di antiossidanti che sostengono la pelle in una sana reazione alla luce.
In genere per i bambini sotto i 2 anni sarebbe preferibile non esporli al sole estivo diretto, soprattutto nelle ore più calde, a volte può essere utile usare dei vestitini o delle magliettine che coprano almeno il busto e magari un cappellino. Per le parti scoperte, una passeggiata in fascia o una nuotata, si può usare una crema per il culetto delicata, contenente ossido di zinco, senza troppi estratti vegetali che sotto il sole potrebbero risultare allergenici. Il buon senso e’ comunque sempre la protezione migliore.
Un’altra cosa importante è che il solare, qualsiasi esso sia, non dovrebbe mai rimanere sulla pelle più del tempo necessario. Quindi va tolto con una bella doccia con detergente delicato ed una spugnetta da usare bene (i solari non sono facili da rimuovere), ancora meglio se prima si riesce a dare una passata di olio vegetale (oliva, sesamo ..) che funziona da solvente, ma che spesso diventa un po’ difficile con i piccoli, che non gradiscono tutti questi passaggi.
A seguire un buon doposole.
Per il fai da te si può scegliere un gel d’aloe puro da miscelare con olio di germe di grano, ricchissimo di vitamina E, o con burro di karitè e tocoferile acetato (una forma di vitamina E, da richiedere in farmacia). Se si cerca un prodotto pronto si può controllare che abbia sostanze lenitive e rinfrescanti come bisabololo, acido glirretinico, azulene, mirtillo … e che abbia una buona composizione.
Per la pelle scottata - ad uno stadio in cui non serve un consulto medico - va bene ancora il gel d’aloe puro in impacco spesso e l’oleolito di iperico, magari qualche granulo omeopatico di Belladonna oltre ovviamente a non esporsi più al sole per i giorni successivi!
 http://www.tantasalute.it/articolo/prevenzione-i-rimedi-per-difendersi-dal-caldo/17131/